La Missione

Le città coprono circa il 3% del territorio terrestre ma producono oltre il 70% delle emissioni di CO2. Entro il 2050 quasi l'85% della popolazione vivrà in aree urbane.

Affrontare l’emergenza climatica significa quindi agire nelle città, insieme a coloro che le abitano. 

Da questa consapevolezza nasce la Missione dell’Unione Europea per le 100 città intelligenti e climaticamente neutrali entro il 2030: 100 città pilota per azzerare il proprio impatto climatico entro il 2030, cioè 20 anni prima delle altre città europee.

Bologna - insieme ad altre 9 città italiane - è una delle 100 città europee selezionate.

Ma cosa significa diventare una città climaticamente neutrale?
Significa azzerare o neutralizzare le emissioni di CO2 e di altri gas a effetto serra.

In altre parole, ripensare come produciamo energia, come viviamo e ci scaldiamo nelle nostre case, come ci spostiamo, come ci nutriamo, come pensiamo le infrastrutture e i servizi delle nostre città.

Una transizione sempre più urgente per limitare l'innalzamento della temperatura media globale e l’aggravarsi della crisi climatica.

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Tutte le città selezionate per la Missione devono dotarsi di un Patto da stipulare con la Commissione europea: il Climate City Contract.

Il Climate City Contract, a cui sta lavorando Bologna già da alcuni mesi, ha gli obiettivi di:

  • coinvolgere i principali soggetti e definire impegni, funzioni e investimenti che possono apportare
  • progettare insieme le azioni da realizzare
  • realizzare insieme le azioni condivise
  • misurare i risultati raggiunti

E conterrà:

  • una strategia per raggiungere la neutralità climatica
  • un piano coordinato di azioni per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030, partendo dalle politiche e dai piani esistenti
  • un piano di investimenti per raggiungere gli obiettivi individuati